CanapaHomebrewingProva di coltivazione di canapa (Canapa Sativa L.) effettuata su circa 0,6 ettari di terreno dell’Azienda Agricola Le Volle del Baroni, località Le Volte, Manciano (GR).

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La coltivazione della canapa nelle nuove culture a rotazione aziendale ci ha portato a prendere in considerazione questa pianta rustica. L’attenzione si è concentrata su questa pianta per le sue capacità di migliorare i suoli in rotazione con la coltivazione dei cereali. Infatti nell’azienda, a indirizzo prevalentemente cerealicolo-oleario, a regime convenzionale (quindi gestione dipendente da prodotti chimici di sintesi), si effettua già da quattro anni la coltivazione su sodo con minima lavorazione dei terreni.

 

Coltivazione canapa Azienda Agricola Le Volle del BaroniSemina su sodo

Questa scelta è stata necessaria a causa della presenza di un corso d’acqua che, rompendo gli argini in varie occasioni, ha causato notevoli disagi. La coltivazione di canapa su sodo ci ha permesso di limitare l’erosione dei suoli e di risparmiare su mezzi e combustibile per la preparazione del letto di semina. Inoltre si è garantito l’accumulo durante gli anni di sostanza organica, l’aumento della vitalità e della biodiversità a suolo. La lavorazione su sodo però, almeno in teoria, non si sposava perfettamente con la coltura della canapa, visto che basandoci su studi a noi noti, la coltivazione di canapa necessiterebbe una lavorazione profonda del terreno per agevolare l’apparato radicale fittonante. Quindi si è preferito procedere a una prova, per verificare la reale riuscita della coltivazione in queste condizioni. Premetto che il risultato è stato mediocre, tuttavia un fattore limitante è stato la quasi totale siccità.

 

Coltivazione canapa Azienda Agricola Le Volle del Baroni Semina
Semina Canapa

La semina è stata effettuata il 4 Aprile con sementi certificate reperite grazie al consorzio m126 di Volterra. La varietà usata è stata la Santhica 27; varietà adatta all’uso alimentare, esente da complicazioni dovute alla presenza di thc (Annales de Toxicologie Analytique, vol. XVI, n° 2, 2004) che si attesterebbe ad una concentrazione nell’ordine dello 0,00001%. Per la semina effettuata in data 04/04/2016 è stata impiegata una semeato tdng320, una seminatrice universale su sodo con una densità di semina di circa 60-80 piante al metro quadrato e di 22 cm nell’interfila. Purtroppo le precipitazioni sono scarseggiate in pre-emergenza e il terreno parzialmente umidificato dalla rugiada mattutina ha fatto germinare i semi, che per lo più sono abortiti a causa della successiva siccità (in seguito – 30/04/2016 6mm – 18/05/2016 13mm – 09/06/2016 16 mm – poi più nulla fino al 03/09/2016).

2804 3004 2605

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Irrigazione

Si è tentata un’irrigazione di soccorso tuttavia insufficiente. Questa manovra ha permesso il salvataggio di un numero limitato di piante rispetto al totale, obbligandoci a reindirizzarne la destinazione finale. Infatti se l’idea originale era quella di reimpiegare in azienda seme e paglia prodotte, si è preferito orientarsi sulla raccolta del fiore, vista la minore quantità di piante ottenute. Queste ultime sono state curate con un’attenzione diversa, aggiungendo un’irrigazione con manichetta microforata purtroppo successivamente danneggiata dalla fauna locale. Il fiore di canapa come prodotto, e dialogando ininterrottamente con il dottor Matteo Iannone ci siamo inizialmente allineati al progetto Hempathy. Abbiamo quindi posto attenzione all’aroma, interrompendo l’irrigazione il 15/07/2016 per prepararci al raccolto che si è succeduto nei giorni dal 21 al 27/07/2016.

0907

 

 

 

 

Cimatura Canapa

Le piante di canapa appena cimate venivano irrigate per favorirne la ripresa e il successivo sviluppo delle infiorescenze laterali, lasciando intercorrere un tempo in asciutta prima del raccolto.
Sfruttando questo meccanismo e continuando a cicli di 10-12 giorni con la raccolta delle cime laterali, immediata irrigazione e successiva raccolta, è stato possibile effettuare diversi raccolti fino a Settembre inoltrato.
Questo processo consiste nella rimozione delle foglie e eventuali intrusi dalle infiorescenze che potranno essere essiccate oppure messe sotto vuoto e congelate (per la Hempathy o la Hemp Spirit).

Seconda raccolta canapa

In data 04/08/2016 è stato effettuato il secondo raccolto sempre di cime apicali che iniziavano a mostrare i primi effetti della cimatura sul portamento e sulla potenza dell’aroma che in condizioni di stress estremo (porzione di campo senza irrigazione), da pianta a pianta mostrava profili aromatici totalmente differenti; dal limone al pino al floreale al terroso.
Non sono riuscito ad associare tali variazioni ad un portamento tuttavia credo che la pianta spari letteralmente tutte le sue cartucce per cercare di resistere alla siccità alle potature ed agli attacchi di insetti e portare cosi a maturazione più seme possibile.
Non sono stati riscontrati attacchi fungini evidenti, cimici e insetti vari non sembravano arrecare particolari danni, unica eccezione le formiche, che sembravano particolarmente attratte solo da alcune piante. Queste ultime venivano spogliate da semi e fiori finendo col seccare anche in seguito a cimatura e irrigazione.

Conclusioni

Al termine di questo percorso abbiamo riscontrato che lo stravolgimento della prova è stato provocato soprattutto dalle avverse condizioni climatiche (non è tutta colpa della varietà o della semina su sodo anche gli olivi secolari hanno avuto molta sete questa estate). A nostro avviso sarà necessario ripetere la prova originaria anticipando la semina a fine febbraio, la prova doveva e dovrà stabilire due fattori:

1) L’attuabilità della tecnica agronomica alla coltura.
2) Adattabilità della coltura all’area climatica, estremamente diversa dalla regione di provenienza del seme (clima continentale francese, Le Mans).

Tuttavia ci sono problematiche da analizzare a fondo nella coltivazione canapa; prima fra tutte epoca di semina (come già detto da anticipare notevolmente con la semina su sodo e a maggior ragione in un’area poco piovosa), la scelta varietale ovviamente va di pari passo. Non stiamo parlando delle solite coltivazioni a cui siamo abituati, la canapa ha una variabilità interna alla specie incredibile e una selezione seria portata avanti guardando alle esigenze del territorio.

Ed infine ma è la cosa più importante, che cosa produciamo e come lo usiamo?
Per quanto riguarda il mio progetto iniziale, fibra e seme forse è stato meglio che non ne sono venuti, anche se un po’ di fibra avrei voluto provare a cipparla ed usarla come pacciame per altri progetti aziendali (che a differenza della paglia di fieno non porta con sé malsemi infestanti).

(click su una foto per visualizzare la gallery)

 

Terzismo

Ho chiesto comunque per curiosità a qualche terzista e dovreste vedere le facce che facevano, per carità li capisco eccome, dovrebbero modificare e comunque mettere a rischio macchinari estremamente costosi per pochi ettari di canapa, idem per la fibra falciatrici e rotoimballatrici costano molto anche loro e non dimentichiamoci che sono progettate per piante molto meno impegnative.

Il punto è che in un territorio rurale come quello in cui ci troviamo dove l’agricoltura arranca ed è alla ricerca di soluzioni, la canapa può essere una risorsa molto preziosa se inserita in rotazione per combattere l’erosione, l’inquinamento, l’utilizzo di erbicidi e pesticidi, le monocolture.
Il tassello mancante è l’adeguata meccanizzazione e selezione delle cultivar per il nostro territorio perché, una volta resa economicamente sostenibile, gran parte dei suoi prodotti sono già molto apprezzati da millenni in tutto il mondo.

Conclusioni per il futuro

L’agricoltore specialmente nelle aree rurali dove svolge la funzione di salvaguardia della risorsa suolo e del territorio deve poter avere a disposizione qualcosa di semplice e versatile, indi per cui la canapa può essere questo, a patto che vi siano persone qualificate e mezzi idonei come sono presenti per altre colture, ad esempio grano, colza, foraggere che godono della logistica ed esperienza necessaria allo svolgimento delle relative filiere. Non dimentichiamoci l’utilizzo della canapa come possibile foraggera, il quale utilizzo renderebbe la coltivazione estremamente facile e la trasformazione ancor più conveniente per l’allevatore e la salute dell’animale e di riflesso sulla salute pubblica. Ma c’è da lavorare in laboratorio, nelle stalle e ancor di più sugli schemi mentali della società civile.

Perito Agrario Giorgio Zappa
Dott. Matteo Iannone

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