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L’Azienda Agricola Carmazzi ha nel suo DNA storico già un’esperienza nella coltivazione di canapa toscana da fibra risalente nel periodo compreso tra la prima e la Seconda Guerra Mondiale, periodo di massimo splendore della canapicoltura da fibra in Italia.

Siamo all’ avanguardia nel campo dei fiori edibili, nella coltivazione del peperoncino bio e quindi si è pensato alla sperimentazione della canapa visto che l’azienda è vocata a tale produzione.

Piano Agronomico di Filiera

Cultivar per il progetto canapa toscana è la Uso31, francese di origine e con una tendenza a produrre fibra e seme, in funzione della tecnica agronomica utilizzata.

Nel nostro caso l’utilizzo della canapa è quello a fiore e si sono applicate delle tecniche agronomiche per tale induzione.

Prima semina è stata effettuata il 19 maggio con circa 468 piante (reintegrate il 20% dopo una settimana dalla semina).

In questa fase c’era un seme per letto di semina, nella successiva del 25 Maggio è stata eseguita un’altra prova con due semi (in questa fase è stato integrato il 40% causa variazione della Luna nonostante il raddoppio  per postazione)

Il terreno è stato preparato con un sovescio biologico e un concime organico (stallatico) ed una pacciamatura a film biologico a fibre di mais (per limitare la crescita delle infestanti) e l’impianto di irrigazione è un impianto classico gocciolante.

Abbiamo riscontrato dopo 4 giorni  il germoglio e le cotiledoni dopo circa una settimana.

Dalla preparazione alla prima raccolta con successiva cimatura apicale, le piante non sono state toccate e si è eseguito un’irrigazione giornaliera di circa mezz’ora. Questo ha permesso una crescita vegetativa di circa 2 cm al giorno senza particolari problemi biotici e abiotici.

Dopo 40 giorni presa una visione oggettiva dell’appezzamento, si è deciso di mandare in induzione togliendo l’irrigazione 15 gg prima della prima raccolta inducendo la produzione di resina.

Il 26 luglio si è proceduto alla prima raccolta, con buoni risultati sia in termini di resa che di qualità aromatica.

Prima raccolta/cimatura gli è stata data per tre giorni altra acqua per sostenere la crescita della pianta e per limitare lo stress subito dopo la prima raccolta.

Dopo di che è stata effettuata la seconda raccolta il 24 agosto, con notevoli miglioramenti sia dal punto di vista della raccolta/pulitura, sia dal punto di vista delle proprietà organolettiche e di resina.

Invece la produzione di idrolato di canapa, sono state effettuate due raccolte il 27 di luglio e il 10 di agosto. In questo caso non si è effettuato la cimatura del fiore di canapa ma si è raccolto tal quale.

Conclusioni

Un sesto di impianto più largo favorisce lo sviluppo di tutte le gemme fiorali il quale viene agevolato anche con un eventuale cimatura apicale.

Per abbattere la percentuale di aborti, si può pensare di effettuare una semina in alveolo con seminatrice automatica e successivamente trapiantare in campo aperto la pianta già radicata.

Non richiede particolari misure agronomiche ma soltanto il rispetto delle tempistiche, un giusto approvvigionamento di acqua e una buona struttura del terreno al momento della semina/trapianto.

Articolo a cura di:

Perito agrario Giacomo Carmazzi

Dott. Matteo Iannone

 

 

Canapa toscana 2017 Prova di coltivazione

Anno 2018 Prova di coltivazione