Anno 2016 Prova di coltivazione di canapa (Canapa Sativa L.) effettuata su 1000 piante dell'Azienda Agricola Carmazzi, Torre del Lago Puccini (LU).

L’Azienda Agricola Carmazzi ha nel suo DNA storico già un’esperienza nella coltivazione di canapa da fibra risalente nel periodo compreso tra la prima e la Seconda Guerra Mondiale, periodo di massimo splendore della canapicoltura da fibra in Italia.

Attualmente la nostra azienda è all’avanguardia nel campo dei fiori edibili e della coltivazione del peperoncino con metodo biologico e quindi si è pensato alla sperimentazione della canapa da fiore, visto che l’azienda è vocata a tale produzione.

La cultivar che si è utilizzata per la prova di semina è stata la Uso31, francese di origine e con una tendenza a produrre fibra e seme, in funzione della tecnica agronomica utilizzata.

Nel nostro caso invece l’utilizzo della canapa è quello a fiore e quindi si sono applicate dei metodi agronomici per tale induzione. La prima semina è stata effettuata il 19 maggio e sono state seminate circa 468 piante (reintegrate circa il 20% dopo una settimana dalla semina).

Da sottolineare che in questa fase c’era un seme per letto di semina invece nella successiva fatta il 25 maggio è stata eseguita un’altra prova di semina con due semi per letto di semina (in questa fase invece è stato integrato il 40% causa variazione della Luna nonostante si siano raddoppiate le semine per postazione di semina).

Il terreno è stato preparato con un sovescio biologico e un concime organico (stallatico) ed è stata fatta una pacciamatura film biologico a fibre di mais per limitare la crescita delle infestanti e l’impianto di irrigazione è stato utilizzato un impianto classico gocciolante. Abbiamo riscontrato che già dopo 4 giorni c’era già il germoglio e le cotiledoni dopo circa una settimana.

Dal momento della semina alla prima raccolta con successiva cimatura apicale, le piante non sono state toccate e si è eseguito un’irrigazione giornaliera di circa mezz’ora al giorno. Questo ha permesso una crescita vegetativa di circa 2 cm al giorno senza particolari problemi biotici e abiotici.

Dopo 40 giorni presa una visione oggettiva dell’appezzamento, si è deciso di mandare in induzione togliendo l’irrigazione 15 gg prima della prima raccolta per aumentare la produzione di resina e il portamento femminile della pianta. Il 26 luglio si è proceduto nella prima raccolta, con buoni risultati sia in termini di resa che di qualità aromatica e di resina.

Dopo la prima raccolta/cimatura gli è stata data per tre giorni altra acqua per sostenere la crescita della pianta e per limitare lo stress subito dopo la prima raccolta. Fatto ciò è stata effettuata la seconda raccolta per il fresco il 24 agosto, con notevoli miglioramenti sia dal punto di vista della raccolta/pulitura della cima, sia dal punto di vista delle proprietà organolettiche e di produzione di resina.

Questo per quanto riguarda la raccolta del fiore fresco per l’utilizzo nella filiera del beverage. Per quanto concerne invece la produzione di idrolato di canapa, sono state effettuate due raccolte il 27 di luglio e il 10 di agosto. In questo caso non si è effettuato la cimatura del fiore di canapa ma si è raccolto tal quale.Concludo dicendo che un sesto di impianto più largo favorisce lo sviluppo di tutte le gemme fiorali. Questo viene agevolato anche con un eventuale cimatura apicale. Per abbattere la percentuale di aborti nella semina, si può pensare di effettuare una semina in alveolo con seminatrice automatica e andare successivamente a trapiantare a campo aperto una pianta già radicata.

Dal punto di vista dell’aiuto alla pianta non richiede particolari misure agronomiche ma soltanto il rispetto delle tempistiche, un giusto approvvigionamento di acqua e far trovare una buona struttura del letto di semina al momento della semina/trapianto.

Articolo a cura di:

Perito agrario Giacomo Carmazzi

Dott. Matteo Iannone

 

 

Anno 2017 Prova di coltivazione di canapa (Canapa Sativa L.)

Anno 2018 Prova di coltivazione di canapa (Canapa Sativa L.)