Come promesso agli homebrewers che si sono iscritti al nostro contest, procediamo con una serie di giudizi per descrivere cosa ha influenzato risultati e classifica.

Ricordiamo che la giuria era composta da Simone Cantoni, Pierluigi Chiosi, Erica Parri e Renato Nesi, quello che segue è un breve sunto dei giudizi di tutti.

 

1° Palma Stefano – GOSE

La vincitrice del contest per Homebrewer, ha colpito tutti sia per la scelta di uno stile poco utilizzato sia dagli homebrewer che dai Birrifici. Una GOSE di tutto rispetto, rispetta lo stile e il profilo salino dell’acqua.

Entra pulita, ben bilanciata tra morbidità e durezze (acidità), con sentori di yogurt, bianco aperto e lattone legato allo stile.

Volendole trovare un difetto: doveva essere leggermente più carbonata e più vicina allo stile, avrebbe preso i pieni voti. ( Comunque ancora complimenti a Stefano! Voto 24/25 )

 

2° Tiziano De Marchi – Ice Cream Pale Ale

Tiziano, uno dei primi corsisti della Staffetta, ci ha deliziato con una Pale Ale evoluta, grazie all’aggiunta della vaniglia e del lattosio. Bilanciata, buona gestione del processo produttivo, profumo del luppolo Citra netto e pulito, e un sentore di vanilla sul finale.

Unica piccola pecca, una dolcezza che  portava a saziare il palato, dovuto forse al lattosio che ha dato troppo la componente morbida/pastosa.

Comunque una  Pale Ale di alto livello, genio! ( “Se sei un uomo fai una bitter”, cit. Pierluigi Voto 22/25)

 

3° Luca Carmignani – American Wheat

 

Luca, membro fondatore della Staffetta degli Homebrewers, è arrivato terzo ex aequo con Marco Tabucchi.

Una birra molto semplice la sua american wheat, evoluzione della May-Ale visto l’aggiunta di canapa sativa prodotta dal Consorzio M126 di Volterra, miele di agrumi e luppolo autoprodotto a Metato.

Buon equilibrio, aroma gradevole, tecnicismi nel processo di lavorazione.

Ahimè carbonazione un po’ troppo alta, anche se essendo una birra di frumento non è stata valutata come difetto. (Voto 17/25)

 

3° Marco Tabucchi – Helles Borgognotta

Birra rivalutata di assaggio in assaggio. Inizialmente al quinto posto, questa ricetta nella finale è salita di ben due posizioni sia per il livello tecnico di difficoltà, visto che una bassa fermentazione per un homebrewer porta un alto rischio di difetti come il diacetile e il solfidrico.

Uniche pecche che non hanno portato questo stile a competere con le prime due posizioni, un naso verde (si consiglia una bollitura più vigorosa dovuta ai DMS), un po’ troppo spostata sulle morbidezze ma complessa sia al naso che in bocca. Una bassa ben fatta, complimenti!  (Voto 17/25)

 

Dal quarto posto in poi è stato assegnato dato un voto secco, tuttavia le birre che seguono sono arrivate in finale e meritano comunque un giudizio un po’ più puntuale.

4° Alessandro M.

Una birra a livello tecnologico ben fatta, entra pulita, grist dei malti ok.

I principali difetti sono legati all’ipercarbonazione, che ha spinto la parte metallica luppolata alle stelle e che ha fatto sì che la birra si presentasse mal bilanciata con la componente maltata. Voto 7-

 

5° Federico P. – Peated Scotch Ale

Questa birra prometteva bene, peccato per piccoli difetti nella parte aromatica. Sentori di vernice, solvente, smalto anche se in piccole quantità. Consigliamo di cambiare lievito e migliorare il processo di fermentazione. Voto 6 +

 

6° Corso Homebrewer – Barley Wine

Tutto sommato una Barley wine ben fatta. Sia i luppoli, rivelatisi troppo astringenti, sia il lievito che ha esterificato troppo, sono da cambiare. Consigliamo luppoli meno erbacei e lieviti meno esterosi. Voto 6+

 

7° – Iacopo B. – Birra Affumicata

In Stile, amaro pulisce, fermentazione non pulita, punta di acidità.

Da migliorare schiuma e fermentazione. Regalati un viaggio a Bamberga, te lo sei meritato! Voto 6

 

Nel prossimo articolo concluderemo la carrellata di giudizi e vedremo i principali difetti riscontrati sulle birre che non hanno raggiunto la sufficienza.

Sbagliare è il primo passo per migliorare, amici homebrewers… ad maiora, semper!

 

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