di Luca Carmignani – La Staffetta degli Homebrewers

Come tutti gli homebrewers, pure io mi sono avvicinato al mondo della spillatura, realizzando, anche con il supporto di navigati ed esperti homebrewers, 2 piccoli impianti, che di fatto racchiudono in sè i concetti principali dei 2 possibili metodi di spillatura, ossia con fusto a freddo o a caldo.

Di seguito riassumo questa mia piccola esperienza per facilitare le cose ai neofiti, anche in termini di scelta del fusto, tipo di carbonatazione ed una manutenzione preliminare su cui magari entreremo in dettaglio in futuro.

Infustare la birra

ponte d oroE’ evidente che il primo passo verso la spillatura è quello di infustare la birra autoprodotta. Si entra quindi sia nel mondo dei fusti (kegs) e relativi innesti, di per sè molto variegato, sia in quello della carbonatazione (naturale o forzata).

Per quanto riguarda i fusti, consiglio per gli homebrewers quelli con attacco Jolly perché si trovano in configurazione da 9 o 18 litri (pari diametro 22 cm, altezza 34 o 56 cm) al costo da nuovo di ca 100 € (usati si trovano, più facilmente quelli da 18 l, anche a 30 €) e sono facilmente manutenibili grazie all’apertura presente sulla parte superiore che consente una rapida e completa pulizia.

Questo tipo di fusti presenta 3 elementi principali:

  • ingresso gas (a cui collegare gli appositi raccordi rapidi di colore grigio da cui entra la CO2)
  • uscita birra (a cui collegare gli appositi raccordi rapidi di colore nero)
  • tappo con valvola di sfiato gas

Per quanto riguarda invece la carbonatazione, io preferisco quella naturale realizzata, come nel caso della rifermentazione in bottiglia, aggiungendo zucchero nel fusto.

Se si volesse procedere con la carbonatazione forzata, soprattutto per ridurre i tempi di carbonatazione, è opportuno collegare la bombola di CO2 al fusto con una sovrapressione di ca 2 bar per 2-3 giorni, così da forzare la solubilizzazione della CO2 nella birra.

fusti jolly

Uno degli elementi principali dell’impianto di spillatura e comune a tutti i tipi, è il regolatore di pressione. I riduttori di pressioni per CO2 utilizzati in ambito birra, hanno solitamente una filettatura 7/16 pollice per le varie uscite e 1/2 pollice lato bombola. E’ opportuno far presente che se non c’è esigenza di spillare birra a pressioni diverse (a volte viene fatto in funzione degli stili), è possibile sdoppiare o più le uscite del regolatore di pressione per gestire più vie con una singola uscita del riduttore, utilizzando raccordi rapidi John Guest oppure appositi diffusori a più vie. Personalmente sulle linee gas preferisco aggiungere anche una valvola a sfera (7/16 F – 7/16 M oppure ci sono anche JG con attacco per tubo 3/8, ossia 9.5 mm), per gestire più facilmente ogni singola linea (vedi immagini sotto).

accessori
Poco prima di procedere alla spillatura della birra con i suddetti fusti Jolly, è necessario aprire la valvola di sfiato gas, per evitare una contropressione negativa che di fatto spingerebbe la birra anche verso la linea gas.

In sostanza lo sfiato consente di avere nel fusto la pressione ambiente e sfruttare quindi la sovrapressione di CO2 (basta anche 1 bar) fornita dalla bombola tramite il regolatore di pressione, per spingere la birra verso il rubinetto di spillatura. Fatto ciò è opportuno anche verificare la tenuta dell’impianto, che volendo può essere fatta anche preventivamente utilizzando il fusto con acqua o contestualmente alla pulizia dell’impianto stesso.

Torniamo ora ai 2 sistemi realizzati ed ai 2 relativi metodi di spillatura.

I metodi di spillatura

La spillatura con fusto a freddo, consiste semplicemente per spillare la birra da un fusto che viene conservato in frigorifero a bassa temperatura.
Nella spillatura con fusto a caldo invece il fusto è a temperatura ambiente e la birra si raffredda in un refrigeratore, prima di essere spillata.

Solitamente, in entrambi i suddetti casi, la birra viene spillata grazie alla spinta dell’anidride carbonica verso il rubinetto di spillatura. In altri casi non viene utilizzata la bombola di CO2 e la birra viene spinta verso il rubinetto con un compressore aria.

La spillatura con fusto a freddo in pratica si realizza con il cosiddetto kegerator, che è sostanzialmente un frigorifero in cui si mantiene a freddo uno o più fusti di birra, sopra o di fianco al quale al quale è stata posizionata la colonna ed i rubinetti di spillatura.

Il sistema si completa con una bombola di anidride carbonica (CO2) e relativo regolatore di pressione, per spingere la birra verso il rubinetto ad una pressione di circa 1 bar, tramite apposita tubatura e raccordi (solitamente quelli con attacco rapido della John Guest).

La linea della birra deve essere lunga almeno 1.5 m (per ridurre la schiuma), mentre la linea del gas deve essere di almeno 1 m e capace di sopportare alte pressioni.

Il kegerator, nelle versioni più semplici, è quindi realizzato facendo un foro sulla superficie superiore di un piccolo frigorifero sotto-tavolo, su cui viene posizionata la colonna di spillatura. In altri casi, per gestire due o più fusti, il kegerator viene realizzato trasformando un congelatore in un frigorifero, modificando opportunamente il termostato. In questo caso spesso lo si ritrova su come keezer. Su Internet si ritrovano molti video ed articoli su questo tipo di trasformazioni. A titolo di esempio si usa un controllore esterno della temperatura, ad es. STC-1000, per regolare l’accensione-spegnimento del compressore in funzione della temperatura impostata.

Nella spillatura con fusto a caldo, in cui quindi il fusto è a temperatura ambiente, la pressione del gas (CO2), attraverso il riduttore di pressione, spinge la birra dentro il refrigeratore (chiller). Quest’ultimo ha una vasca che viene riempita di acqua – fino a coprire le serpentine – che si raffredda una volta acceso il chiller.

La vasca ha all’interno 2 serpentine, una più interna ed una più esterna. In quest’ultima passa il gas di refrigerazione del chiller, in quella più interna invece la birra che quindi viene raffreddata contestualmente al suo passaggio nella serpentina, grazie allo scambio di calore con il banco di ghiaccio di cui sopra, che copre tutta la serpentina.

Lo scopo del banco di ghiaccio è quello di unire la potenza refrigerante del compressore a quella accumulata dal ghiaccio stesso. I chiller, ad una o più vie, solitamente hanno anche un circuito di ricircolo ed apposita pompa, grazie al quale si mantiene fredda la birra nelle tubazioni di uscita verso la colonna/rubinetto.

Le tubazioni di uscita verso il rubinetto, opportunamente coibentate, includono pertanto anche andata e ritorno del circuito di ricircolo. La pompa di ricircolo ha anche un agitatore ad immersione con lo scopo anche di limitare la formazione di ghiaccio, che potrebbe bloccare il sistema.

L’impianto di spillatura solitamente si compone anche del salva o raccogli gocce, che si trova anche in configurazione con lavabicchieri. In quest’ultimo caso si appoggia il bicchiere sul lavabicchieri che tramite apposita molla, consente l’erogazione ed il lavaggio con acqua. Per sfruttare ciò, anche la linea acqua con relativo fusto, viene collegata alla bombola di CO2, analogamente alle linee della birra.

Il lavaggio dei bicchieri migliora la spillatura e consente di gestire meglio la schiuma, dato che ha lo scopo in primis di raffreddare il bicchiere. Anche sulla linea dell’acqua è possibile inserire una valvola a sfera per gestire meglio l’impianto (anche con attacco JG, vedi sotto).

accessori 2
Può anche capitare che la schiuma sia eccessiva a causa di una bassa temperatura della birra in uscita, unapressione di spillatura troppo bassa, una lunghezza delle tubazioni non adeguata ed infine il fatto che il fusto sia stato movimentato poco prima.

Terminata la spillatura, qualora ci sia ancora birra nel fusto, è consigliabile in ogni caso conservare il fusto in frigo e consumarlo entro massimo 15 giorni.

spillatori
Per finire, come accennato in precedenza, è opportuno manutenere e sanificare l’impianto di spillatura.

La sanificazione

Il prodotto che sembra essere consigliato per la maggiore è il Sanal-H che si trova anche in confezioni da 6 kg; si tratta di un detergente liquido alcalino cloro-attivo, non schiumogeno, adatto al lavaggio dei chiller o delle linee di spillatura (si trova ad es. su www.canevaribirra.it).

Per quanto riguarda invece fusti tipo Jolly, tubazioni e raccordi (John Guest in particolare), si possono trovare anche su BirraMia www.birramia.it o su MrMalt www.mr-malt.it.

A chi fosse interessato a fare un po’ di manutenzione di dettaglio dei rubinetti (in inglese li chiamano tap o faucet), riporto a titolo di esempio lo schema di uno dei rubinetti Celli con compensatore che va per la maggiore.

Di seguito anche 2 video interessanti trovati su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=BEplRREhx8s
https://www.youtube.com/watch?v=DIptJS3Ikqk

componentistica

componentistica 2


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