HomebrewingL’angolo dell’Homebrewer a cura di Antonio Baselice

Oggi vorrei parlarvi di un ammostatore per homebrewer che ho costruito, perfetto per ricette monostep  e utilizzabile anche come tino filtro per ricette multi-step.

Il recipiente principale è ottenuto da una ghiacciaia da barca, quelle dove di solito viene inserito il pescato, con del ghiaccio per il ma186ntenimento. La scelta dell’utilizzo della ghiacciaia è dovuta principalmente a poche ma importanti caratteristiche che la rendono perfetta (a patto di alcune leggere modifiche) per brassare, nella fattispecie:

– Capienza: il modello da me scelto può contenere fino a 66 litri di mosto, permettendo quindi di andare a lavorare fino a cotte di 50/55 litri

– Isolamento termico: costruito per mantenere il pesce fresco, la ghiacciaia esce già dalla fabbrica completamente coibentata, in grado di mantenere bene la temperatura (in cotta ho riscontrato                                                                                                 un calo di circa 1.5° dopo un’ora di ammostamento).

193–  Predisposizione per il rubinetto

–  Facilità di pulizia e trasporto.

Alla ghiacciaia ho aggiunto una serpentina di rame, composta da spezzoni di tubo saldati ad hoc con dei raccordi a 90° in maniera da evitare pieghe a mano che mi avrebbero rubato spazio. La serpentina è chiusa a un’estremità, e ha presenti su tutto il percorso dei taglietti che permettano il passaggio del mosto, taglietti che devono essere posizionati verso il basso dell’ammostatore, per ottimizzare la raccolta del mosto. L’altra estremità della serpentina è collegata tramite un raccordo a stringere a un passa paratia e di conseguenza a una valvola a sfera in inox, alla quale poi è possibile attaccare un tubo alimentare per effettuare i vari travasi. Il prezzo totale è di circa 150€, considerando 120 €per la ghiacciaia e i restanti per la raccorderia.

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Brassare con questo ammostatore risulta estremamente facile e abbastanza più veloce-su ricette monostep- rispetto all’utilizzo del pentolame, in quanto basta riscaldare l’acqua di ammostamento in base alla ricetta scelta (considerando qualche grado in più per compensare la temperatura ambiente dei grani e dello stesso ammostatore), versarla nell’ammostatore e aggiungere i grani macinati, facendo attenzione a non formare grumi, dopodiché chiudere il coperchio e aspettare, dopo, senza ulteriori travasi, è possibile aggiungere direttamente l’acqua di sparging, andando a rimuovere il mosto zuccherino tramite la valvola sul fondo. In alternativa, ammostando le trebbie con più rampe di temperatura, è possibile utilizzare questo mash come semplice tino filtro, andandone a sfruttare la capacità e il potere filtrante.

In conclusione, un mash di questo genere ha le potenzialità e i costi adatti per diventare uno dei migliori alleati per quasi tutti gli homebrewers, passando da quelli alle prime armi che vogliano iniziare a sperimentare l’arte della birra partendo con ricette più semplici monostep a quelli che necessitano di un tino filtro con maggiore capienza e maneggiabilità. Poi….se è uno degli strumenti più utilizzati dagli Homebrewers americani e anglosassoni…un motivo ci sarà?? Sicuramente il loro stile monostep li aiuta di molto.

a cura di Antonio Baselice

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