Noto per aver abolito la tortura e la pena di morte in Toscana, Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena viene ricordato come un innovatore, figlio ribelle dell’ancien régime; governò il Granducato con una politica illuminata ed efficace tra il 1765 e il 1790.
Le fonti ci ricordano che dopo la morte nel 1737 di Gian Gastone, ultimo Granduca della famiglia de’ Medici, subentrò in Toscana la famiglia reale degli Asburgo Lorena che governò il territorio toscano fino all’annessione al Regno d’Italia, con l’unica esclusione del periodo napoleonico.

William Berczy La famiglia di Pietro Leopoldo granduca di Toscana, Firenze Galleria d'arte moderna www.museogalileo.it

Pietro Leopoldo nasce nel castello di Schönbrunn di Vienna il 7 maggio del 1747 da Francesco Stefano, primo Granduca di casa Lorenese e da sua moglie Maria Teresa d’Austria; la coppia regnante ebbe sedici figli tra i quali, oltre a Pietro Leopoldo,la più nota Maria Antonietta divenuta nel 1774 regina di Francia, conosciuta per i suoi lussi ed eccessi a corte, alla quale sono stati dedicati romanzi, tragedie e film tra i quali “Marie Antoinette” della regista Sofia Coppola diventato un cult per costume e scenografie. Proprio dal’11 febbraio aprirà al Museo del Tessuto di Prato una mostra dedicata ai costumi del film: “Marie Antoinette. I costumi di una regina da oscar” integrata nell’esposizione del “il Capriccio e la Ragione. Eleganze a corte del “Settecento europeo”.


Prima di salire al trono imperiale con il nome di Leopoldo II, Pietro Leopoldo governò per 25 anni, anni segnati da grandi riforme in tutti i campi: riorganizzò l’amministrazione, emanò riforme tributarie e promosse opere di bonifica sopratutto nell’area paludosa della Maremma . Nella sua vita fu un importante mecenate, patrocinò artisti, opere architettoniche e urbanistiche.


Si interessò a tutti i suoi possedimenti e a differenza del padre, localizzò la sede ufficiale di governo a Palazzo Pitti-Firenze ma per cinque mesi l’anno, in inverno, si trasferiva insieme alla corte a Pisa, per il clima invernale più mite e per vivere con un’etichetta di corte meno pressante.
Proprio a Pisa in Palazzo Reale il 30 novembre 1786, firmò la legge di Riforma Criminale, detta anche Leopoldina, n. LIX nella quale è presente all’articolo 51 l’atto di Abolizione della Pena di morte con cui il Granduca rese la Toscana il primo paese al mondo ad abolire la tortura e la pena di morte, ponendosi all’avanguardia di molti Stati europei.
Nella Pisa odierna si possono ripercorrere i luoghi di Pietro Leopoldo, le modifiche a Pizza Carrara (ex Piazza San Nicola), la costruzione del Teatro Rossi, fino ad arrivare a Calci alla Certosa con la Foresteria Granducale.
Curò inoltre la sistemazione dei viali di San Rossore e il viale principale che da Pisa porta alle Cascine, facendovi apporre alle due estremità dell’ingresso del Parco, quattro statue di soggetto mitologico provenienti dal Giardino di Boboli, due delle quali ancora esistenti: le originali sono conservate al Museo Nazionale di San Matteo mentre le copie sono ancora visibili in loco.

Luigi Pampaloni, Monumento a Pietro Leopoldo, Pisa, Piazza Martiri della Libertà, 1833 immagine tratta da restauroitalia.net

A lui è dedicato un monumento in una delle piazze principali del centro storico pisano, Piazza Martiri della libertà /Piazza Santa Caterina. Il monumento ottocentesco commemorativo della figura e delle opere del granduca é composto da una scultura del sovrano realizzata da Luigi Pampaloni negli anni 30 del XIX secolo; il basamento è decorato con bassorilievi di Emilio Santarelli e Temistocle Guerrazzi con raffigurazioni dell’opera restauratrice del granduca verso agricoltura e commercio e la protezione accordata alle Arti.

Il codice leopoldino detto anche Leopoldina emanata a Pisa il 30 Novembre 1786. immagine tratta da cronacastorica.net

Dal 2000 la Toscana festeggia il 30 novembre la Festa della Toscana commemorando il giorno in cui Pietro Leopoldo abolì la tortura e la pena di morte.
Si ricorda inoltre che nel 2008, ormai 10 anni fa, è stata allestita a Pisa la mostra: “Sovrani nel giardino d’Europa: Pisa e i Lorena” il cui catalogo è un’ottima fonte per lo studio di Pietro Leopoldo e dei Lorena in particolar modo nel territorio pisano.

Articolo redatto da Alice Simoncini

BIBLIOGRAFIA

Romano Paolo Coppini, Alessandro Tosi (a cura di), Sovrani nel giardino d’Europa: Pisa e i Lorena, Pisa, Pacini Editore, 2008.

SITOGRAFIA

https://www.unipi.it/athenet/25/art_5.htm
http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-leopoldo-d-asburgo-lorena-granduca-di-toscana-poi- imperatore-del-sacro-romano-impero

Categorie: arte

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