HomebrewingChi è l’Homebrewer della Staffetta

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Per definire “chi è” l’ homebrewer della nostra associazione, ci si potrebbe fermare anche solo alla definizione stretta della parola “homebrewer”, ma sarebbe riduttivo.

L’Homebrewer Staffetta è qualcosa di più, è il frutto di un mix di passione, progetti, confronti, esperienze e socialità.
Fare birra in casa racchiude la voglia di mettersi alla prova ogni volta che viene aperto il gas per scaldare l’acqua del mash, ad ogni cotta.
E’ una sfida personale, fatta della ricerca di una birra buona, bilanciata, beverina, che non ecceda.

Ma anche la conferma della manualità di esperienze fatte in cotte precedenti, tanto da rendersi conto – con piacere – di fare in automatico azioni che agli inizi si facevano con titubanza, nel timore di non farle correttamente.

 

L’obiettivo è chiaro: fare una birra che ci piaccia e che piaccia. Studiare e approcciarsi con i diversi stili e le varie declinazioni per capire quale sarà la prescelta.

APA, IPA, STOUT, LUPPOLATE, ALLA FRUTTA… la lista è infinita!
Sceglierne una partendo dai propri gusti personali e provare a “clonarla”, buttar giù la ricetta, comporre il grist di quella birra che, oltre a soddisfare il nostro palato, vorremmo soddisfasse quello di amici e soprattutto di colleghi Homebrewers.

primo step risciacquo trebbiePersone con i background più variegati ma colleghi in passione e – perchè no – in progetti. E qui subentra la socialità: perchè fare birra in casa racchiude anche passare del tempo, giornate intere, insieme per conoscersi, confrontarsi e crescere in base alle esperienze personali, mettere a disposizione di tutti la propria conoscenza e la propria voglia di fare.

Oggi si brassa una American Pale Ale: durante lo studio della ricetta c’è da scegliere il malto base, i caratterizzanti, la luppolatura. Nasce il confronto tra chi parteciperà alla cotta per decidere tutto: quali caratterizzanti nel grist, come correggere l’acqua, quali luppoli usare e quando usarli… e in memoria magari ci sono i ricordi di una APA bevuta insieme e che non è piaciuta a tutti – e allora si scarta – o di un’altra che invece ha riscosso successo e allora si prende come riferimento, come punto di partenza da provare a modificare e possibilmente migliorare.

Fare bere la propria birra

homebrewer staffetta al lavoroDopo varie cotte, tentativi e modifiche arriva il momento di far uscire le birre dal proprio “garage” e farle bere.
A chi far bere la prima birra prodotta? Chi si prenderà la responsabilita’ di dare un giudizio imparziale?

Iniziano i primi assaggi da parte di persone che l’Homebrewer sceglie: colleghi di lavoro, amici, appassionati di birra… e la birra piace!

Ascolti i consigli, la migliori, la rifai. Piace ancora! Allora provi un altro stile, lo correggi, fai il tuning della ricetta di cotta in cotta… e piace anche stavolta!

Agatha Christie diceva: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.”

Si innesca allora un qualcosa, che porta l’hombrewer allo step successivo: il confronto con altri homebrewer che magari sono riusciti – dopo anni di esperienza – a portare le proprie ricette in birrificio, vedere a che livello si può arrivare, non tanto di “conoscenza” – quello sicuramente – ma di semplice soddisfazione personale nel vedere delle persone che bevono e amano la tua birra.
E cosa c’è di più bello di amare una birra fatta da persone che amano fare la birra?

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